> RACCONTO 3. Torride giornate di giugno. Una camera apparentemente vuota. (Ele)

Torride giornate di giugno. Una camera apparentemente vuota. Qualche raggio di sole dalla finestra. Luce in un punto preciso della stanza. Un lenzuolo bianco. L'inizio di questa storia...un rettangolo di stoffa bianco, che a stento riesce a mettersi tra l'armadio e il letto;ma che nel cuore ha già la sua esatta posizione.
Qualche linea incerta, ironica tentazione di progettare qualcosa che non può essere progettato, interrompe a tratti quel candido bianco e la sua purezza.
Nella mano destra un pennello, nella sinistra un cuore che batte e nessun contatto con il cervello.
La mano, tremante, disegna le prime lettere; la paura di sbagliare frena e blocca. Paura di rovinare qualcosa di perfetto, che grazie a Dio, perfetto non diventerà mai.
Qualche attimo di esitazione nei momenti successivi passati ad ascoltare il ritmo del cuore... E poi capire. Capire che l'unico modo per creare e dare vita a questo striscione è lasciarsi andare a emozioni ancora sconosciute, ma già venute al mondo, pronte a crescere sempre un pò di più e a prendere una nuova forma sempre più concreta. Emozioni amabilmente strane. Incomprensibili in quei giorni, assolutamente perfette e nitide in queste notti di ricordi.
Sensazioni che muovono, consapevolmente, sei persone verso qualcosa che toccherà le loro vite profondamente anche se per ognuno sarà in modo diverso .
Cosi giorno dopo giorno, ogni lettera prende forma e colore, ogni pennellata diventa avventura, cena, iniziativa, concerto. Soltanto idee in quei momenti, ma realtà nei mesi successivi.
Quattro giorni trascorsi così.Volando. Percorrendo strade mai viste, incrociando storie non ancora scritte, riempiendo di colore pagine ancora bianche. Amando. Amando una vita, un'esperienza, un destino pronto ad essere vissuto. Strani voli in strani mondi, e alla fine di questi viaggi, lui è li. Finito. O quasi. Manca ancora un dettaglio che arriverà più tardi, creato da mani più esperte, a completare l'opera.Per il momento lui, il nostro striscione, c'è... con qualche sbavatura resa ancora più chiara da un inutile tentativo di nasconderla.
Ma c'è.
Meraviglioso nella sua imperfezione e nella sua incompletezza. Nessuna parola può descrivere la sensazione nel vederlo steso, il quinto giorno , mentre si muove leggero, agitato da una lieve brezza estiva.
Solo una dolce esplosione d'affetto.
Dalla strada qualcuno guarda, stupito e inconsapevole; qualcuno sorride... Già, chi non avrebbe sorriso o non si sarebbe sentito incuriosito da una frase quale " FATTI NON PUGNETTE" scritta in un lenzuolo bianco??
Quante ore passate a spiegare perchè, perchè quel nome, davanti a volti sempre più perplessi. D'altro canto come spiegare chiaramente qualcosa che è una sensazione chiara nel tuo cuore, ma che per essere compresa pienamente dev'essere solamente vissuta?
" FATTI NON PUGNETTE" è ironico, pretenzioso e non lascia scampo... Credevamo già così tremendamente tanto in questi cinque ragazzi, quando questa frase suonò nell'aria di un ultimo giorno di maggio, che bastò un'occhiata, uno sguardo, che divenne approvazione sicura, per capire che quella sarebbe stata la nostra e la loro promessa da mantenere. Sapevamo che non sarebbero state solo parole. Ma sere d'estate passate a scaldare il cuore. Notti calde e notti d'inverno vissute d'un fiato e pronte a espoldere in noi con forza disarmante. Albe di visioni sulla tangenziale di Mestre. Giorni passati a fare a pezzi il cuore. Pomeriggi d'incertezze. E poi di nuovo sere. Sere di dubbi dissolti cantando a squarcia gola sotto stelle lontane da casa. E ancora notti di parole mancate e di albe a occhi aperti. Giorni strani a mille km da te e pomeriggi passati cercando di capire dove sei finito. Voli. Incerti. Voluti. Indispensabili.
Per essere certi che tutto ciò potesse accadere, potesse finalmente diventare reale dovevamo iniziare a mantenere noi per primi l'impegno che il nostro striscione sanciva. Così fu quasi scontato decidere che l'intero costo di quel rettangolo di stoffa bianco, sul quale presto vennero a posarsi due aironi neri, il famoso dettaglio mancante,e diventato ormai il nostro segno; sarebbe stato devoluto ad Emergency.
Da quei giorni molti altri ne sono passati, e molte idee sono nate, cresciute e realizzate.. Ma credo che queste siano storie che devono essere raccontate da altre voci e da altri cuori che con me hanno realizzato il nostro striscione.
Grazie.

ele

   

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