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> Nome e cognome:
AKIRO FERRARESI
> Strumento: tastiere, pianoforte, Hammond
> Data di nascita: 10 AGOSTO 1981
> Segno Zodiacale: Leone (oroscopo
cinese: Gallo)
> Segni particolari: troppo goloso, soprattutto
di Nutella
> Musica preferita: qualunque abbia tastiere
o parti orchestrali
> Band preferita: Pink Floyd, Queen, Dik
dik, Elio e le storie tese
> E-mail e MSN Messenger: akiro@aironineri.net
> Contatto MSN Messenger: akiro_msn@aironineri.net
Ho iniziato a suonare, per gioco, all'età di
10 anni, con un organo Bontempi, bianco e rosso. Passione
che è cresciuta sempre più, e che con
il tempo ho coltivato con costanza ed impegno.
Prima di allora solo qualche lezione di chitarra,
ma ho capito subito che quello non era il mio strumento.
In seguito ho preso lezioni di pianoforte moderno
da una prof. che mi ha insegnato davvero molto e che,
trasmettendomi tutto l'amore per la musica, mi ha
dato le basi per poter formarmi da solo, come autodidatta.
Da qui le prime tastiere e la prima band: I MEMORY.
Esperienza alla quale devo molto: primi concerti,
prima vita di gruppo, primo confronto con musicisti
bravi.
Negli anni vari gruppi e diversi generi musicali,
fino alla mia entrata negli Aironi Neri, nel 2001.
Degna di nota la mia partecipazione al progetto di
sola musica inedita PROXIMA LUNA, band della quale
ho fatto parte dagli inizi (nel 2002) fino al 2005,
e che mi ha portato a partecipare a vari concorsi,
arrivando anche alla finale nazionale di "Rock
Targato Italia 2004". Inoltre diverse interviste
e partecipazioni radiofoniche e televisive ma soprattutto
la prima vera esperienza di brani inediti, di composizione
e arrangiamento. Qui ho conosciuto anche Mauro Pavani
e Geppo Beltrami, attuali bassista e batterista degli
Aironi Neri.
Nutro una passione sfrenata per il mitico organo Hammond
e per le sonorità anni '70, e curo con un'attenzione
quasi maniacale i miei suoni e la riproduzione dei
suoni originali delle tastiere dei Nomadi. Ricerca
ed evoluzione costante, che mi ha portato, tra l'altro,
ad avvalermi ai concerti di ben quattro tastiere:
2 synth, un piano e un Hammond.
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Negli Aironi, oltre
che suonare, mi occupo soprattutto della parte organizzativa
delle date e della promozione, curando anche questo
sito internet. E tutto ciò impegna buona parte
del mio (poco) tempo libero.
Mi piace suonare, mi fa sentire vivo, mi fa crescere,
lottare, a volte anche litigare; mi fa essere emozionato,
mi fa gioire e soffrire; mi da soddisfazione pensare
di riuscire a far divertire, e a volte anche riflettere,
chi è disposto ad ascoltarci.
Mi piace fare parte di un gruppo vero, come sono gli
Aironi Neri, un rifugio sicuro, degli amici con i
quali condivido tanto. E mi piace aver contribuito
alla nascita di questa bella famiglia che è
oggi il "Popolo Airone" (l'insieme di tutti
gli amici che vengono a sentirci): questo rapporto
così strano e speciale che c'è tra noi
sul palco e chi abbiamo davanti.
Una famiglia, una magia, un sogno, un
volo che spero non si poserà mai.
Il mio rapporto con i Nomadi?
Impossibile esprilmerlo in poche parole. Così
spero di non annoiare con quanto ho scritto.
Ed ho cercato di documentarlo anche con qualche
bella foto che ho pubblicato qui in fondo alla mia
biografia.
Quello che rappresentano per me i Nomadi, e quello
che hanno significato fin qua nella mia vita, si è
evoluto via via nel tempo. Anche solo il fatto di
entrare negli Aironi Neri mi ha segnato profondamente:
poter suonare ed interpretare la musica che mi piace,
e che a me ha dato emozioni, fatto riflettere, divertire,
crescere, ma più di tutto conoscere tante gente
e tanti amici che ho ancora sparsi in giro per l'Italia,
è stato questo un punto di arrivo (o di partenza...)
che credo ogni musicista possa invidiare. Le prime
canzoni dei Nomadi le ho ascoltate grazie al mio compagno
di banco di scuola, e subivamo così le prese
in giro del resto della classe. Il mio essere "nomade"
mi ha caratterizzato: è quasi fare parte di
una tribù, vista in modo strano dall'esterno
e faticosamente capita. Ora che i Nomadi hanno ripreso
a farsi vedere di più in giro e in tv le cose
sono un po' cambiate. ma allora era difficile spiegare
perché, io alla mia età, invece di ascoltare
Vasco, Ligabue, 883, e la musica dance ascoltavo Nomadi.
Eppure quando andavo ai loro concerti c'erano centinaia
di ragazzi, giovani come me, e che come me amavano
quella musica e si divertivano.
Ho inziato da fans, poi sono passato alla fase di
"fans accanito", poi "fans da prima-fila-costante",
dove ho conosciuto amici veri, con cui ho condiviso
spalla a spalla decine di concerti e con i quali ho
condiviso tanto anche al di fuori dei concerti.
Fino ad arrivare a far parte per un anno intero dello
staff dei Nomadi: mitico tour 2004 !!
Esperienza che ho vissuto con estrema umiltà
e modestia, al fianco di persone davvero speciali.
Sono entrato in una famiglia che già vedendola
dall'esterno mi sembrava meravigliosa, e che ho scoperto
nella realtà d'esserelo ancora di più.
Rapporti umani, persone fantastiche, concrete, valori
sinceri: un esempio forte per me, come professionisti
e musicisti, e come persone. Ho avuto così
la fortuna di vivere con loro tante cose, e questo
mi ha davvero arricchito e fatto crescere. Un anno
di viaggi, di concerti, di autostrade, di Muffin all'autogrill
alle 4 di notte, di gente, di sole e pioggia, di entusiasmi
e momenti difficili, di partite di calcetto sotto
il sole di mezzogiorno, di piscine, alberghi, ristoranti,
panini e patatine fritte, di sonno e fatica...e di
tanta musica e tante tante emozioni. Ho avuto la possibilità
di vedere tutta l'Italia: 164 concerti in un anno,
dalle grandi città ai paesi più sperduti
e dimenticati della Sicilia o della Sardegna. Ho conosciuto
tanta gente; ogni giorno in un posto diverso, con
un accento o un dialetto diverso, a contatto stretto
con mentalità diverse, cibi, tradizioni, culture
diverse, da regione a regione. Non è stato
certo un anno facile, ma credo sia stata una esperienza
unica, che custodisco gelosamente e di cui non parlo
neanche tanto facilmente, perché è solo
mia. E che ha gettato le basi di amicizie, di stime
e rapporti che continuano ancora oggi. Se è
possibile, sono diventato ancora più fans dei
Nomadi di prima, della loro musica (anche se ascoltantdoli
tutte le sere ho fatto un bel pieno...), ma soprattutto
di loro stessi come persone, della loro filosofia
e della loro coerenza.
Questo è il mio rapporto con i Nomadi. |